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Giovanni Andrea Semerano
Urne

L’urna di Minou Amirsoleimani, ovvero quando il senso reale delle cose acquista una forma completa. L’estrema semplicità dell’oggetto si sublima nella calligrafia segnata. Minou desertifica le apparenze e si confronta con l’essenzialità. Si può quasi parlare di “Santità laica” dell’oggetto che cogli una poesia ideale che Minou esprime con una tenerezza che rende trasparente la profonda su perfidie dove l’artista, sensibilmente incide il proprio universo, con una serie di “apostrofi” che sono un’esortazione. L’urna di Minou è un haiku scultoreo che ha in se il dono primitivo del vero. E come rappropriarsi di qualcosa che si credeva perduto. Come un lamento che diviene impronta:
E di nuova solo tua sarà la colpa
Se il dolore che sentiamo verrà dimenticato
Se l’ingiustizia rimarrà nascosta
E troverà posto nelle pieghe del tempo.
(Panagulis)
La spoliazione dell’eterno divenire, quasi un Santo Graal della memoria. Si va per mondi sensibili, qualcosa si perde; le urla, il fumo, qualcosa cade, cade per sempre, qualcos’altro si raccoglie, l’oggetto di Minou è la vita… poesia e distacco, lontananza, assenza, separatezza, malattia, delirio. Suono e soprattutto, urgenza, (non necessariamente cristina). E flusso dell’insofferenza d’esserci…