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Loredana Rea
Nel Labirinto
Segni, parole, silenzi


I lavori recenti che Minou Amirsoleimani presenta in occasione di questa sua nuova personale, realizzati esclusivamente con la carta, che lei stessa produce mescolando alla polpa pigmenti naturali e poi modella a seconda della sue specifiche esigenze, continua una ricerca cominciata nei primi anni 90, che l’ha condotta alla costruzione di un linguaggio in cui si fondono inscindibilmente la memoria della radici mediorientali con la tradizione dell’arte dell’occidente. Amirsoleimani, infatti, con la carta, modella incisa pigmentata, crea una serie di opere sapientemente articolate per evidenziare da una parte il rigore della forma e dall’altra le capacità evocativa dei simboli della cultura iraniana, con l’intento dichiarato di indagare attraverso il recupero della memoria l’insondabile profondità del proprio universo interiore per non perdere la coscienza di sé.
Il labirinto, su cui è costruita questa esposizione, pensata appositamente per gli spazi della galleria è, appunto, quella delle radici profonde in cui affonda la sua originaria cultura, nell’intento di ritrovare la capacità di mettere a nudo se stessa, le inquietudini, le incertezze, i timori, le difficoltà di un quotidiano che attraverso l’arte si libera di ogni prosaicità, di ogni tentazione narrativa.
Nel labirinto quest’artista iraniana, ma residente in Italia da un ventennio, si muove con levità e maestria nell’intenzione dichiarata di materializzare l’immateriale, di vedere l’invisibile, di dire l’indicibile.