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Hèloise Romani
Preghiera del XXI secolo

Ventuno forme triangolari tridimensionali si succedono lungo la parete bianca, ventuno come il XXI secolo nel quale l’umanità è da poco approdata.
Costruite con carta riciclata, materiale semplice e leggero prediletto dall’artista negli ultimi tempi, e con cera, i triangoli si alternano ritmicamente in un gioco di pieni e di vuoti, nel contrasto fra il grigio-argento della carta e il bianco della cera, creando quell’effetto di concentrazione nella ripetizione proprio della preghiera. Su alcuni di questi triangoli l’artista ha tracciato dei versi tratti dall’Epopea della creazione, antichissimo mito mesopotanico che narra dell’origine del mondo e della costruzione della grande città di Babilonia sotto la protezione del suo dio Marduk.

Quando i cieli in alto non erano stati
Ancora nominati
Né la terra sotto era stata chiamata
Per nome...

Cosi inizia questo poema epico, con versi che echeggiano analoghi nelle cosmogonie di tutte le culture del mondo.
E a tutte le culture del mondo si rivolge questa preghiera laica, universale, di Minou Amirsoleimani, una preghiera in cui i simboli della varie fedi si fondono l’un nell’altro: il triangolo simbolo della Trinità, la cera bianca come evocazione della luce del Cristo, le mani accostate, i palmi rivolti all’interno in segno di preghiera.